Se pensate di essere interessati alla carriera accademica, per prima cosa dovrete conseguire un Dottorato di Ricerca (Philosophiae Doctor, o PhD in inglese).

Una prima strategia è quella di consultate le offerte degli istituti di ricerca (Università, enti pubblici e privati) e i programmi di dottorato nell’ambito e/o nella zona di vostro interesse. Le call per PhD sono regolarmente annunciate online, di solito verso la primavera.

Un altro sistema consiste nel contattare direttamente i Group Leader (o Principal Investigators) dei gruppi di ricerca che vi interessano. Questa seconda strategia è quella che, sulla base delle nostre esperienze, vorremmo incoraggiarvi a tentare.

Come scegliere un gruppo di ricerca e un Group Leader?

Indipendentemente dall’ambito di ricerca o dalla città in cui avete deciso di svolgere il vostro percorso di studi, ricordatevi che ci sono altri aspetti che dovrete considerare prima di accettare un’eventuale offerta.

  1. Cercate sempre di farvi invitare a visitare il centro di ricerca, in modo da poter visitare la città, conoscere i vostri futuri colleghi e dialogare a tu per tu con il vostro futuro Group Leader. Tenete bene a mente che il colloquio è un processo assolutamente bilaterale. Il Group Leader ha bisogno di capire chi siete e come potete contribuire alle sue ricerche; allo stesso modo voi avete bisogno di capire se davvero il lavoro in quel gruppo vi darà modo di realizzarvi professionalmente e personalmente. Alcuni punti importanti da chiarire possono essere: il tempo che il Group Leader può dedicare la vostro progetto (tolto il tempo probabilmente destinato all’insegnamento, ai meeting, all’amministrazione e agli altri progetti di ricerca), chi supervisiona gli studenti ogni giorno, quanti progetti vengono portati avanti nel laboratorio e con quali risultati in termini di pubblicazioni.
  2. Verificate di quante persone è composto il gruppo e come è organizzato. Quest’aspetto vi da un idea della grandezza del gruppo, quindi della competitività, oltre a fornire informazioni su come un Group Leader gestisce il proprio lavoro. Nei gruppi più grandi vi potrà capitare di trovare un Project Administrator (PA, segretario) talvolta affiancato da un Project Manager (PM), postdoc (ricercatori che hanno conseguito il PhD), dottorandi e di Master. Queste informazioni sono generalmente reperibili sul sito dell’università (in alcuni casi i singoli gruppi hanno un loro sito internet). Cercate di controllare il rapporto tra numero di postdoc e di dottorandi. Ad esempio, un gruppo composto da un professore Group Leader, senza PA o PM, con un solo postdoc affiancato da 3 Master Student e 2 dottorandi potrebbe essere un po’ sbilanciato: il postdoc di turno potrebbe non essere in grado di soddisfare a pieno le richieste del gruppo di ricerca in termini di supervisione degli studenti, gestione dei progetti e produzione dei dati. Questo si tradurrebbe, per voi che entrate come novelli dottorandi, in una carenza di supervisione più esperta sul vostro progetto con conseguenti problemi di autogestione del lavoro per voi. Dall’altra parte, gruppi molto grandi potrebbero risultare dispersivi a causa dell’eccessivo numero di progetti. Sicuramente in ambo i casi sarà necessaria una buona dose di indipendenza.
  3. Controllare numero/qualità delle pubblicazioni del Group Leader con i membri del gruppo. Se un PI ha 200 pubblicazioni nel 90% delle quali il suo nome compare solo con persone che hanno un’affiliazione diversa dalla sua (per esempio, lui lavora a Sidney e ha pubblicazioni con persone a Oslo, New York, Genova, Tokio), forse non pubblica molto con il suo gruppo di ricerca. Le collaborazioni esterne esistono e sono fondamentali nel campo della ricerca, tuttavia voi avete tutti gli interessi a stare in un gruppo che pubblica molto. Inoltre, un PI che pubblica molto con il proprio gruppo di ricerca dà l’idea di essere focalizzato sul proprio team e quindi potenzialmente più presente e disponibile per discussioni., supervisione e assistenza durante il vostro percorso.
  4. Controllate i finanziamenti ricevuti negli ultimi 5 anni. A costo di sembrare venali, dovete essere sicuri che il gruppo dove trascorrerete i prossimi 3 anni (o più) della vostra carriera sia in grado di reperire fondi e fornirvi sostegno materiale per la ricerca. Inoltre, un gruppo con una buona percentuale di progetti finanziati potrebbe permettervi di partecipare alla stesura di domande di finanziamento di successo, esperienza che sicuramente vi servirà in futuro.

Come presentarsi al PI: il primo passo verso il PhD

Una volta identificato il gruppo con il quale vorreste lavorare, il primo passo è spesso quello di mettersi alla tastiera e scrivergli. Se il vostro attuale supervisore di tesi o un vostro collega è già in buoni rapporti con lui, non esitate a chiedere di parlargli di voi.

Spesso gli studenti all’inizio della propria carriera non osano contattare direttamente i Group Leader per paura che il proprio CV risulti poco attrattivo. In realtà non c’è assolutamente nulla da temere. Il peggio che può succedere è di non ricevere risposta.

La maggior parte dei Group Leader non si aspetta di leggere lunghe liste di pubblicazioni e estesa esperienza in laboratorio da parte di un neolaureato. È molto più importante mostrare che si è interessati all’argomento, che si è capaci di riflettere su problemi scientifici e, in generale, che il vostro arrivo nel gruppo sarà positivo per tutto il gruppo.

Per dimostrare il vostro interesse e capacità critica è bene redigere una lettera di presentazione, chiamata in inglese Cover Letter o a volte Motivation Letter (non avete idea di come scriverla? Ecco la nostra guida alla Cover Letter!). Come avrete intuito, questa lettera ha un grande importanza ed è necessario investire del tempo per personalizzarla per la specifica posizione per la quale si sta facendo domanda o lo specifico gruppo che state contattando (e questo è vero per qualsiasi posizione, non solo da PhD).

Sperando che questo capitolo vi abbia fornito informazioni necessarie a muovere i vostri primi passi nella ricerca di un PhD, vi auguriamo “in bocca al lupo” e ricordatevi: il miglior modo per non essere presi in considerazione è quello di non proporsi!